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| Data | 03-July-2009 12:07:51 | Country |
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| Local date | 03-July-2009 12:07:48 | Region | Lombardia | ||
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GIOVEDI' 2 LUGLIO
"Ancorchè fossero vere le indicazioni della ragazza ..il premier sarebbe l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile" (Avv. Ghedini)
Con crescente angoscia stiamo seguendo le vicende dello scandalo che riguarda il premier Silvio Berlusconi e che vede coinvolte numerose ragazze e donne. Ma quello che provoca autentico raccapriccio sono i commenti delle persone vicine al presidente del Consiglio, Ghedini in particolare, che parlano di "utilizzazione" della donna e di "donne gratis in grande quantità", espressioni che chiaramente indicano la donna come un oggetto, attrezzo o merce che sia.
Per non soffocare nello schifo, per difendere la nostra dignità di donne e di uomini che amano le donne, dobbiamo rialzare la testa e esprimere la nostra indignazione. Il problema è molto più grave e più ampio e non è una questione di partiti, è un problema di civiltà e di educazione sociale. La parte onesta del paese ha il dovere di dare un segnale, deve mettere un argine alla marea di fango che ci sta sommergendo.
Le donne che quarant'anni fa scrissero sui muri "Nè puttane nè madonne solo donne", le giovani che rifiutano un clima culturale che le vuole veline e disponibili, gli uomini che stanno accanto alle une e alle altre e mai si sognerebbero di considerarle "adoperabili", si uniscano.
Parliamo di un triste aspetto della nostra società che ha responsabilità condivise di uomini e donne, che occorre denunciare e rivedere tutti insieme, uniti. Non è occasione per una guerra di generi e nemmeno di parti politiche.
Invitiamo tutti coloro che sono a Milano all'incontro/confronto/presidio.
Primi firmatari: Antonella Loconsolo | Miriam Petruzzelli | Patrizia Quartieri | Maurizio Scalzi
QUESTIONI POSTE MA RIMASTE APERTE
Maurizio Spezzano
Sono due Consigli comunali che continuo a ribadire che bisogna dare una risposta alle istanze dei cittadini e per due volte, tranne generiche parole di circostanza, non ho visto ancora nulla.
Ho deciso allora di fare un elenco delle numerose richieste che ho inoltrato in Consiglio Comunale e che ho fatto mettere a verbale. Molti di questi punti ci sono stati segnalati dai cittadini e noi li abbiamo portati in seno all’organo preposto alla loro risoluzione. Naturalmente non finisce qui. Con il prossimo articolo la seconda parte delle questioni segnalate ed ancora aperte.
Dimissioni dell’Assessore Di Stefano: Il luogo deputato per discutere delle dimissioni dell’Assessore Di Stefano è il Consiglio Comunale. E’ più di un mese che si è dimesso dall’incarico e noi non sappiamo ancora i motivi della decisione né l’intenzione del Sindaco. Abbiamo anche chiesto una discussione in merito. Noi pensiamo che deleghe di tale importanza non possono restare vacanti oltre il tempo trascorso. L’Urbanistica e il Bilancio sono materie sensibili che necessitano nel più breve tempo possibile di una soluzione. Il Sindaco ha ribadito nell’ultimo consiglio che nell’arco della settimana avrebbe preso una decisione. La settimana è passata e noi siamo all’oscuro della soluzione. Forse gli equilibri interni sono troppo fragili per arrivarci? Meglio è se si convince l’Assessore dimissionario a tornare sui suoi passi.
Dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale: Ho chiesto, a nome del gruppo, che il Presidente della Consiglio Comunale si dimetta dagli incarichi in seno alla Commissione Urbanistica e da delegato per i problemi ambientali. La motivazione è semplice: essendo la presidenza del Consiglio comunale organo super partes è giusto che chi ne riveste il ruolo non abbia incarichi che ne mettano a repentaglio
Interrogazioni: La spina nel fianco. Sono mesi e mesi che abbiamo presentato interrogazioni importanti a cui non è stato
Messa in sicurezza di via Casilina: Sarà stato il terremoto o saranno i mezzi pesanti che attraversano
Registrazione delle sedute del Consiglio Comunale: C’era l’impegno da parte della Giunta di registrare le sedute consiliari onde evitare continue lamentele per la parzialità con cui vengono trascritte le nostre dichiarazioni nei Consigli Comunali. Ad una iniziale adesione, si è poi passati al dimenticatoio, fino a quando non abbiamo rifatto la voce grossa in Consiglio Comunale, rimandando indietro alcuni verbali e correggendone altri durante
Spazi per l’opposizione: Si dà il caso che noi vogliamo fare i consiglieri e vogliamo farlo possibilmente bene. Ad oggi non è così. Tutte le volte che chiediamo gli atti o vogliamo solo consultarli non c’è la possibilità di poterlo fare con calma o senza invadere lo spazio altrui. Noi come minoranza abbiamo bisogno di uno spazio nostro dove poter decidere delle varie questioni, riunirci, incontrare i cittadini, senza dover di volta in volta invadere gli spazi delle nostre famiglie. Ovunque la minoranza ha uno spazio, a Labico ciò ci è precluso dalla solita arroganza di chi intende l’amministrazione roba sua: la famosa visione proprietaria della politica.
Convocazione Commissioni consiliari: Abbiamo puntato i piedi per un anno e mezzo per avere le Commissioni Consiliari, ed oggi che sono nella pienezza delle funzioni non funzionano per colpa dei rispettivi presidenti che non le convocano. Chi sono i Presidenti? Gli stessi assessori, cosa che può succedere solo a Labico. Questo atteggiamento fa sempre parte di quella che si chiama visione proprietaria della politica. In questo a Labico sono maestri. Ricordo che tutti gli atti consiliari devono prevedere almeno un passaggio in Commissione, che è il luogo della discussione e degli emendamenti migliorativi. Il Consiglio, invece, dibatte per l’approvazione avendo tutti gli atti pronti per essere deliberati. Abbiamo chiesto in più di un’occasione il funzionamento di questo strumento, ma come al solito avevano le orecchie piene di cerume e non hanno sentito. Sapete perché non funzionano le Commissioni? Perchè non si fidano di alcuni assessori ed essendo notoriamente accentratori non possono tollerare che qualcuno possa fare loro ombra prendendo decisioni a loro insaputa.
Raccolta porta a porta: Malgrado gli strilli sui giornali locali e le pompose dichiarazioni, della raccolta porta a porta se ne è persa traccia. Eppure è stata l’ennesima bufala per far aumentare
Spogliatoi e Parco Tulli: E’ trascorso un anno dall’inizio dei lavori degli spogliatoi e ancora siamo in mare aperto. Sembra il segreto di Fatima: si può sapere cosa è successo o dobbiamo rivolgerci all’esorcista? Ma le penali sono state applicate o questi costruttori sono liberi di prenderci per i fondelli ogni volta che vogliono? Lo stesso dicasi del parco Tulli. Sembra abbandonato, nessuna cura. Addirittura i genitori ci hanno segnalato alcune siringhe. Non dico di metterci un custode 24 ore su 24, ma almeno bonificare l’ambiente all’occorrenza.
Appalto e regolamento mensa: Altro argomento spinoso. L’appalto della mensa è in scadenza ed è giusto che se ne dibatta nella commissione competente, per valutare le singole parti, per sentire il parere di esperti, inclusi i genitori, ed eventualmente migliorarne alcuni aspetti. La carboneria nostrana, invece, nasconde tutto e malgrado le nostre insistenze non trapela nulla. Questo ci preoccupa non poco, perché la qualità del servizio mensa ci sta particolarmente a cuore e certamente battaglieremo non poco prima della sua approvazione.
La stessa cosa per il regolamento mensa. Io stesso ho fornito copia dell’oggetto in discussione, ma ad oggi ancora niente. E’ chiaro che anche in questo caso i lavori devono prima iniziare in Commissione e poi arrivare in Consiglio. E’ un atto dovuto ai genitori che vogliono certezze su ciò che mangiano i propri figli, avendo la possibilità, con appositi controlli, di valutare la qualità e quantità di ciò che mangiano i bimbi. Malgrado le nostre insistenze non se ne fa voce.
Sistemazione della scuola in vista dell’autonomia: Sulla scuola c’è tanto da dire. Intanto sulla sicurezza. Ad oggi non c’è uno straccio di documento che ne attesti l’idoneità dei locali, si va avanti per proroghe e atti provvisori. Ma a loro questo non interessa. A noi sì. Ho fatto presente che nei locali scolastici oltre ai nostri figli ci sono anche le maestre, i collaboratori scolastici, il personale delle pulizie, ecc. L’ampliamento del plesso Filippo Pastore non solo non è terminato, ma non si sa più nulla. Però hanno già provveduto ad accatastare materiale nelle aule. Ma la penale per la mancata consegna è stata già riscossa? A quanto ammonta? Dove verranno destinati gli eventuali fondi riscossi? Aspettiamo una risposta a queste domande.
Intanto con l’autonomia bisogna arredare, organizzare, predisporre. E’ stato fatto tutto? La aule sono sufficienti o magari è previsto che una prima, delle tre formate, vada collocata nel sottoscala, così come ci è stato comunicato? Se così fosse siamo nuovamente in piena emergenza. La continua, perpetua emergenza scolastica labicana. Questa frase ha oramai fatto storia. Ci risulta che a causa della carenza di aule, il Dirigente è stato costretto a non chiedere un’ulteriore classe, cosa che avrebbe potuto fare tranquillamente, penalizzando in tal modo anche il personale scolastico, oltre che la qualità dell’istruzione, visto il numero di alunni per classe.
Sicurezza nei quartieri e furti: Abbiamo posto questo problema perché se ne parla poco, ma purtroppo si vede aumentare il numero dei reati e dei furti nelle case con i proprietari dentro. E’ successo a Santa Maria, per due sere consecutive, è successo altrove. Lungi da noi chiedere ronde padane o baresi, abbiamo invece cercato di investire il Consiglio Comunale di questa problematica. Abbiamo chiesto che si predisponga una delibera in cui si chiede al Comando dell’arma dei carabinieri di aumentare il contingente previsto per Labico, che ha le stesse unità di forze dell’ordine di quando contava 2000 abitanti. Non è più possibile fare finta di niente. Il problema esiste e va affrontato, non con i palliativi di ronde o squadrette pittoresche e meschine, ma con i
Viabilità via Donizzetti: Questo è l’ennesimo scandalo delle lottizzazioni fasulle e delle solite bugie di chi non vuole fare le opere di urbanizzazione. La lottizzazione è terminata da un pezzo, ma la viabilità è scandalosa. Se i residenti non sono ancora scesi in piazza con i randelli in mano è un miracolo. Pozzanghere d’inverno e polvere d’estate e così per anni. Malgrado ciò qualcuno continua a costruire come se nulla fosse, ma nessuno si preoccupa delle strade. L’assurdo lo si raggiunge alla vista di un collettore della fogna alto mezzo metro sul livello stradale (se così si può chiamare), che è un pericolo costante e incombente, in cui in più di un’occasione qualcuno ne ha fatto le spese. Ma i danni chi li paga? Sapete la risposta? E’ privato! La soluzione pilatesca: a fregare il prossimo è pubblico, ma le opere sono private. C’è solo da vergognarsi! E l’illuminazione, è privata anche quella? Vergogna!
Lottizzazione Vignole: Come sopra: Si sono fregati i soldi dei residenti, ma delle strade non si sa nulla, malgrado l’impegno, me presente sia da cittadino che da consigliere comunale, di, nell’ordine: l’allora sindaco Galli, l’assessore Giordani, il vicesindaco Galli, il sindaco Giordani, l’assessore Di Stefano, che aveva garantito l’impegno, al responsabile dell’ufficio tecnico, Taccheri.. La convenzione parla chiaro e la fideiussione, garanzia della pubblica amministrazione e dei cittadini, obbligatoria per legge, agli atti non esiste. Di questo dobbiamo dire grazie all’allora sindaco Galli e vicesindaco
Certo è bello fare finta di niente quando di mezzo ci sono i famigliari costruttori! Sarà per questo che le opere non si fanno? Ma le case perché continuano ad essere vendute se “il costruttore è scappato” come raccontano i bugiardi?
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27-June-2009 16:09:27 |
Country |
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27-June-2009 16:09:26 |
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Lombardia |
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C’è sempre un limite alla sopportazione e la maggioranza l’ha oramai abbondantemente superato. All’arroganza che contraddistingue la loro azione amministrativa va posto un freno e noi siamo intenzionati a porlo, perché non possiamo più consentire a costoro di piegare le regole democratiche alla loro fame di assolutismo, umiliando rispetto e confronto. Di questo leggerete sul giornalino e della nostra protesta civile e non violenta di abbandonare l’aula consiliare dopo l’ennesimo strappo istituzionale da loro perpetrato, non tanto nei nostri confronti, quanto per le regole che sovrintendono i lavori consiliari.
Hanno dimostrato ancora una volta che la loro è una visione proprietaria della politica e della vita amministrativa, a cui tutto deve essere demandato senza che altri - in questo caso noi - possano avere niente da dire. Lo strano concetto di democrazia (io sono la maggioranza e faccio ciò che voglio) con noi non attacca. Noi siamo l’opposizione a cui è demandato il controllo degli atti e la regolarità dei comportamenti e siamo intenzionati a far rispettare questo principio, attraverso qualunque strada ci sarà possibile percorrere.
In più di un’occasione ci siamo dimostrati disponibili al confronto e alla collaborazione, ne sono testimoni i lavori in commissione - fino a che hanno lavorato - le proposte di delibere da noi presentate, le interrogazioni mai pretestuose ma mirate a migliorare un servizio o a colmare una lacuna, lo studio dei documenti deliberativi, le proposte di emendamenti, ed altro ancora. Il nostro agire politico ha seguito la strada dell’interesse generale, mai di quello personale. Abbiamo collaborato, quando ne abbiamo avuto la possibilità, al solo scopo che a trarne beneficio fossero i nostri concittadini. Ma ci è parso di capire che dall’altra parte c’erano dei miopi che tutto avevano in testa, fuorché la visione generale di miglioramento effettivo della vita dei labicani. Sempre a cercare il favore, il consenso clientelare, i meriti immeritati, le colpe da attribuire ad altri, ma mai una assunzione di responsabilità diretta su ciò che non funzionava.
Ora basta. La misura è colma. Dopo l’ennesimo strappo e la grave decisione di abbandonare la seduta consiliare da parte del nostro gruppo, siamo intenzionati a seguire strade diverse. Non permetteremo più monologhi di esponenti della giunta che si piangono addosso per giustificare le proprie azioni o il mancato rispetto delle regole che sono alla base del confronto politico. Né permetteremo più, a chiunque, di tentare di spaccare la nostra solida opposizione con inviti “alla parte moderata dell’opposizione” per tentare operazioni che con noi non attaccano. Il gruppo di Cambiare e Vivere Labico non ha parti moderate o parti estremiste, è un unico blocco che ha un progetto diverso di amministrare Labico. Si sbagliano di grosso. Noi abbiamo promesso pulizia e un modo nuovo di amministrare. Garante di tutto questo siamo noi, non i soli eletti, ma tutti coloro che si riconoscono nel progetto che abbiamo costruito e che siamo intenzionati a portare avanti. La questione morale che noi solleviamo per essere affrontata ha bisogno di un prezzo alto e noi siamo intenzionati ad andare fino in fondo, fino al punto di far emergere le complicità e gli interessi, fosse anche con il ricorso alla magistratura.
Questa maggioranza esige da noi la supina accettazione del loro operato, il monopolio della gestione del potere per il potere, non vogliono uomini, ma sudditi sempre pronti ad inchinarsi al loro volere, ci vogliono spettatori dei loro affari. Se così è dovranno cercare altrove, perché noi siamo intenzionati a fare sentire la nostra voce ogni volta che serve e c’è bisogno, soprattutto quando vengono calpestati i diritti dei cittadini e i doveri degli amministratori ad essere trasparenti e onesti. Abbiamo posto problemi politici a cui non è stato mai risposto.
Ho già avuto modo di scriverlo altre volte e non mi stancherò mai di farlo: Labico ha bisogno di fare chiarezza morale dell’operato di questi amministratori, ha bisogno di far funzionare lealmente la macchina amministrativa, ha bisogno di dare risposte alle richieste dei cittadini. Noi ci siamo posti l’obiettivo di applicare le regole della trasparenza, della partecipazione, dell’ascolto.
Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta,
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete

Verona. È un vecchio cane lupo ma ancora vigoroso e per questo è stato battezzato Berluscane dal suo proprietario, Imerio Mariotto di Verona, noto in città per la sua eccentricità. Una circostanza poco gradita da qualche vicino di casa che ha informato della cosa i vigili urbani, ai quali non è rimasto che fare una contravvenzione a Mariotto, proprietario di altri tre cani, di cui uno battezzato Noemi, perché sul cancello manca il cartello "Attenti al cane". Per la verità il cartello c’è, ma è stato storpiato in "Attenti al Berluscane". La vicenda non si è fermata alla sola sanzione (55,60 euro) perchè Mariotto, assistito dal suo legale, l’avvocato Guariente Guarienti, ha deciso di presentare ricorso al giudice di pace, motivando la scelta del cartello e del nome. Nella memoria difensiva, Mariotto sostiene che Berluscane è stato chiamato così per una «vivacità amorosa inversamente proporzionale all’età», ma in realta è un animale tranquillo, che «i cani femmina che si presentassero al cancello, soprattutto se cagnette giovani e ambiziose», potrebbero avvicinare senza timore di avance. Questo perchè «a differenza degli esseri umani, sempre teoricamente disponibili, cagne e cagnette, per suscitare interesse, devono essere in calore».
da L’Arena di Verona, 23/06/2009
Tolti noi, che non abbiamo voce in capitolo, a causa della lungimiranza politica dei sinistri libertari, gli altri si accontentano di poco o sono preoccupati più per le sorti personali che per quelle del Paese. Di Pietro se ne sbatte allegramente contento del raddoppio dei voti; Casini, da buon divorziato, si accontenta di essere l'ago della bilancia per i ballottaggi; il PD è molto più attento ai pugnalatori interni, pronti a fare carne da macello di Franceschiello alla prima occasione utile, che non ad organizzarsi in vista delle probabili elezioni.Famiglia Cristiana attacca Berlusconi sulla questione morale: "Superata la decenza,
23 giugno 2009
Non è la prima volta che il settimanale Famiglia Cristiana si dimostra critico col capo del governo. La luna di miele del direttore, don Antonio Sciortino, con la maggioranza era finita dopo le prese di posizione dell’esecutivo in fatto di immigrazione, ma le inchieste sulla vita notturna del premier sono ora l’occasione per un nuovo richiamo del periodico cattolico alla questione morale.
L'affondo sull'inchiesta di Bari - "A tutto c'è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni", così don Sciortino, scrive - sul numero in uscita del settimanale – in risposta ai suoi lettori che gli chiedono un giudizio sulle vicende personali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
L’anomalia italiana - "Il problema dell'esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni – osserva ancora Sciortino - se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L'autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E' pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una ‘zona franca’ dall'etica".
La “politica da camera da letto” - "Di fronte all'Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine", aggiunge ancora il direttore del settimanale dei Paolini. "C'è da augurarsi, quanto prima, che da una 'politica da camera da letto' si passi alla vera politica delle 'camere del Parlamento', restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno".
Cattolici italiani disorientati - Il comportamento presidente del Consiglio è ritenuto "indifendibile" e c’è un richiamo anche per
Nessuno ricatti
UN UOMO DA MARCIAPIEDE
Un uomo da marciapiede si aggira per l’Italia, trascinandosi dietro atteggiamenti inquietanti. Quest’uomo, il più ricco d’Italia, per farsi una trombata e soddisfare la sua infinita voglia sessuale, deve pagare come un qualsiasi uomo di strada. Sarebbe questa sua continua voglia scopereccia il vero motivo della richiesta di separazione della moglie Veronica: “Continuando con questi prezzi, rischiava di mandare in rovina l’eredità dei miei ragazzi, con il rischio di trovarsi pieni di debiti alla morte del padre, altro che tesoretto!”.
E' di questi giorni la pubblicazione di un agevole opuscoletto di un gruppo di scienziati della Nasa, che dopo anni di studio e di osservazioni sul campo del nanetto, hanno elaborato la seguente tesi: “Incrociando i dati in nostro possesso con i bioritmi, la pressione, l’età, la bassezza e la calvizie dell’arzillo vecchietto, i risultati sono sorprendenti. Solo un’incauta caduta nella tinozza di Viagra può aver comportato una tale trasformazione, che può aver modificato la composizione molecolare e gli ormoni, che moltiplicati all’infinito può aver causato uno scompenso a livello sessuale. Non riuscendo più a controllare la libido, c’è il rischio che si possa trasformare in una sorta di Super Machomen, che alla vista della gnocca, avverte impulsi incontrollatbili nella zona mediana del corpo, in corrispondenza con la parte fallica, trasformando i comportamenti tradizionalmente adulti in adolescenziali e ridicoli, con conseguente Sindrome del riccio, o come si dice in Calabria, 'ogni bucu è pertusu' (ogni buco è un'entrata)”.
Gli scienziati puntano il dito contro Scapagnini, il medico-stregone dell’arzillo esibizionista, inventore dell’elisir di lunga vita, che raggiunto dai giornalisti si è così giustificato: “Visto che io stesso mi sono inventato che è potenzialmente immortale, giusto per togliermelo dai coglioni, ho preparato una pozione di Viagra, impastata con code di volpe e pelo di vergine, in grado di far aumentare oltremisura la voglia trombereccia e la furbizia menzognera. E’ successo, però, che nel momento di dosaggio degli ingredienti, un pipistrello comunista che si aggirava guardingo nel mio laboratorio, infiltrato dai nemici del popolo (delle libertà), mi ha deliberatamente urtato, facendo cadere nel calderone una dose eccessiva di polvere erettiva di mia invenzione, causando una reazione a catena incontrollabile, che sta alla base di tutti gli avvenimenti degli ultimi anni”.
Gli intimi sono preoccupati per i risvolti che sta assumendo questa vicenda, e l’incauto fattucchiere di Catania è al lavoro per trovare un antidoto che metta fine alla vicenda, o almeno che ne attutisca le controindicazioni.
Non si è fatte attendere più del dovuto il fuoco di fila dei domestici di casa. “La verità è che la sinistra comunista è gelosa delle capacità amatoriali del nostro padrone. E’ l’ennesimo complotto clerico-comunista partitocratrico statalista centralista antilibertario libertino giustizialista di procure politicizzate contro il governo”, così Capezzone, intento a cambiare le lenzuola del talamo di Palazzo Grazioli dopo il passaggio dell’ennesima amica di turno e la consueta conta dei trenta denari.
Sobrie, meditate e chiare come sempre le parole del fido Gasparri: “I comunisti gridano allo scandalo per delle semplici e ingenue uscite del padrone con delle maggiorenni. Si vergognino loro per aver mangiato bambini innocenti per anni e anni. Questo è il risultato dei secoli di governo comunista in Italia. Il Governo della chiacchiera contro il governo del fare, che fa bene e che sta facendo per rifare ciò che non è stato fatto dai governi comunisti, ma che l’orgoglio del popolo della(e) libertà svolgerà liberamente, senza accettare la persecuzione di magistrati comunisti che si devono vergognare, per aver infangato un uomo onesto che lavora e che non si riposa, che non ha il tempo …..”. (Arriva il 118 e lo porta via).
I magistrati si sono chiusi in un rigoroso riserbo, non facendo trapelare nulla. Si nota solo uno strano viavai di buste piene di vomito dalle loro stanze, dopo ogni lettura dei comunicati stampa degli esponenti di maggioranza.
L’avvocato del premier, on. Ghedini, ha chiesto l’intervento del Garante per violazione della privacy, poi la ricusazione del vomito e infine il sequestro del residuo Viagra in giro per l’Italia.